Il pensiero del giorno - Aprile 2026

Mercoledì 1 aprile
"Uno di voi mi tradirà" dice Gesù nel cenacolo. E gli apostoli  gli chiedono: "Sono forse io, Signore?". Anche noi siamo chiamati a fare nostra la domanda dei discepoli: "Sono forse io, Signore?". È una domanda sincera, che apre alla conversione. Non serve per accusarci, ma per renderci veri. Per riconoscere dove, anche nella nostra vita, rischiamo di sostituire l’amore con l’interesse, la relazione, l'amicizia  con l’utilità. E proprio da questa consapevolezza può nascere una preghiera autentica: chiedere al Signore di convertirci, di liberarci da tutto ciò che ci porta a usare gli altri e di insegnarci ad amare davvero. Perché solo l’amore rende la vita piena e vera.

Giovedì 2 aprile
Il Giovedì Santo si apre con il profumo del crisma, consacrato stamattina dal Vescovo. Il Vangelo ci riporta all’ultima cena e ci fa fissare lo sguardo su i piedi dei discepoli lavati da Gesù. Il mondo insegna a imporsi. Gesù, invece, si inginocchia. Mostra che il segreto della felicità, non è dominare, ma servire. È il servizio che nasce dal dono di sé, dalla libertà di amare. Gesù lo compie per primo. E chiede a noi di fare lo stesso. Questo gesto è uno stile di vita. Qualunque cosa facciamo, siamo chiamati a viverla come servizio e non come affermazione di noi stessi. Se sei un medico, servi attraverso la tua competenza. Se sei un ingegnere, servi con il tuo lavoro. Se lavori in un supermercato, servi attraverso la tua attenzione e gentilezza. Se hai responsabilità pubbliche, servi attraverso il bene comune. Qualunque sia il tuo posto nella vita, se sei cristiano, sei chiamato a trasformarlo in servizio. È questa la rivoluzione del Vangelo: non il potere che si impone, ma l’amore che si abbassa.