Il pensiero del giorno - Febbraio 2026

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Domenica 1 febbraio 2026
Oggi si legge il vangelo delle beatitudini. Essere beati significa vivere con il cuore libero, poveri in spirito, misericordiosi e operatori di pace, trovando la gioia nella sequela di Cristo, anche attraverso la prova. Gesù non proclama beati i ricchi, i potenti o i prepotenti, ma i poveri, gli afflitti, i miti e i perseguitati. La beatitudine non è una condizione esteriore, ma un atteggiamento interiore che trova la sua gioia in Dio.

Lunedì 2 febbraio 2026
Oggi è la festa della Presentazione del Signore al tempio. Simeone e Anna desiderano e aspettano l'incontro con il Signore. Oggi l’attesa sembra davvero una sconosciuta. Siamo nell’epoca dei diritti, per di più fatti coincidere con i desideri. Sapere attendere è una virtù! Ecco Simeone che aspetta! Un vecchio aspetta: non la morte, ma la vita! Ed Anna, cosa fa? Quando si avanza negli anni si ama parlare del passato. Anna parlava del Bambino a tutti quelli che incontrava e guardava al futuro. Parlava cioè annunciava. Oh se le nostre parole fossero sempre dei lieti annunci! Simeone e Anna sono due anziani dal cuore giovane. Che il cuore di ciascuno di noi possa essere giovane.

Martedì 3 febbraio 2026
"Non è la voce che comanda la storia: sono le orecchie" (I. Calvino). In ogni cosa, e soprattutto nelle nostre responsabilità, è necessario ascoltare attentamente prima di decidere di agire per cambiare ciò che non va. Auguro una giornata serena e che le parole e le azioni di ciascuno siano sempre frutto dell'ascolto attento e intenso.

Mercoledì 4 febbraio 2026
"Come sono poveri coloro che non hanno pazienza! Quale ferita è mai guarita se non col tempo?" (Shakespeare). E' una virtù poco praticata ai nostri giorni. La pazienza è sorella della saggezza che sa distinguere tra il possibile e l’impossibile, che sa vincere lo sfogo passionale che non risolve, ma peggiora le situazioni, che conosce la fragilità umana e i limiti del nostro pensare e agire. In questa luce si può dire che la pazienza è sorella della speranza perché conserva in sé la fiducia che i problemi possono essere risolti e che le persone possano ricredersi e cambiare.